Bianca Beltramello | Maria Rosa Sirotti
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Maria Rosa Sirotti | Misticismo e Tormento

Conosco Bianca Beltramello da quando è nata. E nessuno può confutare questa affermazione, perché io sono la mamma. Si, questa volta devo parlare di mia figlia, anche se la cosa mi imbarazza un po’.

Trasparenza, oggettività e senso critico sono spesso offuscati dai rapporti di parentela. Credo, però, di essere sempre stata un buon giudice di mia figlia, di non aver mai concesso nulla di più a quello che è veramente un talento. A distanza di 19 anni, da quando ha preso in mano la matita a pochi mesi di vita, posso dire che i riscontri, le gratificazioni e gli apprezzamenti che ha ricevuto, sono sufficienti a permettermi di considerarla, giustamente, un talento della pittura e non solo. Mi sento così libera di scrivere della sua prima mostra personale di pittura e dei suoi lavori, come scriverei di un estraneo.

La sua biografia, del resto, parla da sola: la sua grande passione, il disegno, la accompagna ovunque fin dalla più tenera età: schizzi, personaggi, situazioni ed emozioni sono puntuali annotazioni quotidiane.

Nel 2009, all’età di 13 anni, incontra il Maestro Enzo Migneco, in arte Togo. Togo riconosce il suo talento e la sprona a continuare la sua strada di autodidatta, sconsigliandole scuole o insegnanti d’arte che potrebbero toglierle spontaneità o cambiare la sua “mano”. Così le sue sperimentazioni sulla figura umana, prendendo a modello amici o persone incontrate casualmente, continuano con assiduità instancabile e la sua tecnica si affina sempre più.

Bianca utilizza per le sue opere qualunque tipo e qualunque forma di colore: dai pastelli alla cera, dall’acrilico alle colle colorate, passando per le plastiche colorate, gli smalti cosmetici, glitter e cristalli. Non c’è limite alla fantasia e ai materiali da cui essa può scaturire. Nella nostra famiglia esiste una vena artistica che si tramanda, e Bianca ne è espressione. Non mi sono sorpresa quando ho intravisto la sua passione per il disegno ma, onestamente, l’ho vista superare con la massima disinvoltura i limiti della sua età e della “norma”. Bianca vive d’arte, e non è una frase fatta. Bianca esprime tutto e tutti nei suoi lavori, se stessa e gli altri, le emozioni del mondo che ha attorno e le sue. E’ il suo modo di parlare senza parole.

MISTICISMO e TORMENTO è il titolo della prima Mostra Personale di Pittura di Bianca Beltramello, al P.U.R.O. Tattoo Studio di via Morimondo 1 a Milano, ospitata da Marco Matarese. Misticismo e tormento sono elementi ricorrenti nelle opere di Bianca Beltramello.

I simboli religiosi vengono decontestualizzati, ma rimangono richiami alla spiritualità. Il corpo diventa una tela vivente su cui si incidono, imprimono ed esprimono le sofferenze e le estasi. Il mondo materiale è pervaso dal misticismo: in maniera anti-platonica il mondano diventa la causa e la fonte dell’ultraterreno.

Come ci spiega l’artista: “L'uomo si trova teso fra quattro poli: l'estasi spirituale e l'estasi carnale, il tormento spirituale e quello carnale e in questa tensione estrema si lacera. Il corpo lacerato diviene così simbolo della lacerazione dell'anima. Ma il vero tormento dell’artista è impossibile da spiegare a parole perché, se lo fosse, non ci sarebbe bisogno di dipingere”.

I lavori di Bianca Beltramello si collocano nel surrealismo e nel simbolismo allo stesso tempo. Perché: “La spiegazione di un opera è l’opera stessa”.

Per la sua prima Mostra Personale, Bianca Beltramello propone una serie di pezzi realizzati su vari tipi di supporto e con tecniche miste utilizzando, oltre ai tradizionali acrilici e pastelli, anche materiali alternativi: smalti cosmetici, colori per stoffe, markers, colle, strass. 

“Nelle mie opere abbondano ori abbacinanti e decorativismi, in contrasto con la trattazione naturalistica dei corpi. È proprio il corpo, maschile e femminile, il soggetto centrale dei miei dipinti, analizzato nella sua sensualità come emblema del rapporto fra essenza ed esistenza”.

Le dimensioni dei quadri sono piuttosto ridotte (generalmente A4) per mantenere una dimensione di intimità fra l’opera e l’osservatore.

Volutamente in questa occasione non sono esposti i lavori di Digital Art, proprio per poter offrire una panoramica concentrata sulla tecnica mista, sui materiali, sugli studi compiuti dall’artista in merito agli effetti di tridimensionalità, rifrazione e cangianza. Le sue opere fanno già parte di alcune collezioni private, italiane e estere.

Attualmente frequenta l’Istituto Marangoni di Milano per il Fashion Design, dove applica il suo talento artistico anche al campo del disegno dei tessuti e alla realizzazione di figurini di moda. Tra le sue passioni c’è la moda Vintage e si dedica con passione e successo al restauro di abiti del XX° secolo.

Oltre una settantina gli ospiti intervenuti. Oltre al Maestro Togo anche numerosi giornalisti, tra cui: Oscar Colli, Federica Orsi, Giovanni Scotti, Yury Rascot, Franco Adami, e lo staff  completo dell’agenzia OGS di Marilena Puppi.