Bianca Beltramello | Dressed To Kill – Menswear SS18
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Dressed To Kill – Menswear SS18

L’ambientazione della collezione menswear SS18 Dressed To Kill è interamente ispirata alla Corrida (in spagnolo Corrida de Toros, letteralmente “Corsa di Tori”), uno spettacolo pubblico consistente nella lotta di uomini contro tori, attualmente praticato in varie zone della Spagna e sicuramente tra i più famosi elementi del folklore spagnolo.
La collezione non intende porsi con una visione celebrativa di questo spettacolo ma, al contrario, evidenziarne gli aspetti critici, dandone una lettura in chiave negativa. Il concept di base configura la corrida come una parabola discendente in cui il matador, inizialmente spavaldo e sicuro di sè, viene sconfitto dalla sua stessa supponenza. La corrida non viene qui celebrata ed esaltata, ma presentata quale il barbaro e violento spettacolo che rappresenta.

L’insieme di questi elementi si rispecchia perfettamente nell’intera struttura della collezione.
Il primo gruppo di outfits riprende le Trajes de Luces, ovvero l’abito tradizionale che viene indossato dai matadores durante la corrida. I ricami dorati e le applicazioni di perline e specchietti tipici del costume, vengono semplificati in disegni realizzati tramite l’uso di colle glitter. Anche i tessuti scelti, raso e rasatello, sono gli stessi che vengono tradizionalmente usati per la “divisa” da matador. La struttura dei completi resta fedele a quella delle Trajes de Luces: giacche tagliate in vita dalle spalle esageratamente importanti e pantaloni fascianti dalla vita altissima. Il volume ampio sulle spalle è interpretato anche con camicie e bluse oversize, dalle maniche gonfie, quasi a palloncino. Le stampe sono ottenute manipolando e specchiando dettagli tratti da fotografie di autentici Trajes De Luces.

Il secondo gruppo di outfits parte invece dagli strumenti utilizzati dal torero.
I fluidi e svolazzanti movimenti della mantilla danno vita ai volumi degli outfits, che vengono realizzati in raso leggero. Camicie, maglie e tuniche mantengono il taglio squadrato della mantilla, sviluppandosi con l’utilizzo di pinces e svasature per aumentare la quantità di tessuto e quindi l’effetto di movimento.Il colore predominante è il rosso, che è allo stesso tempo il colore della mantilla e del sangue del toro, che in questa fase inizia a essere colpito dallo stocco del matador. Ad esso si ispira la stampa camouflage in due varianti di colore, e il toro ferito è presente nella stampa piazzata.

Nel terzo gruppo avviene la trasformazione, il trapasso della tragedia: il sangue non è più quello del toro ma quello del matador, che viene incornato e ferito, quasi punito, proprio dalla sua stessa vittima. Gli abiti si lacerano, lasciando scoperto il corpo nudo. Camicie e pantaloni di lino e cotone dagli orli strappati e sfilacciati sono impreziositi da ferite sanguinanti incrostate di cristalli, oltre che da rivoli di sangue rappresentati da ciocche di fili rossi.
I pantaloni in cotone imitano le macchie di sangue con una tintura dip dye rossa. Gli outfits finali riprendono in maniera circolare i primi, questa volta ridotti a brandelli: non più sfavillantemente eleganti, ma miserabili, come l’animo del carnefice.

Date

6 ottobre 2017

Category

concept