Bianca Beltramello | MAXIminimum
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MAXIminimum

Ph: Marco Ragaini

Models: Andrea Bassi, Tobia Collodo, Umberto Vacchelli

Hair + MUA: Marco Monzoni

 

La collezione menswear FW 17/18 MAXIminimum trae il suo nome da un rapporto sinergico operato tra due opposte concezioni.
Partendo dal minimalismo contemporaneo del design di Giulio Cappellini, si arriva all’opulenza decorativista dell’arte sacra cattolica medievale.
I volumi puliti e le forme lineari del moderno Interior Design diventano la base di supporto per la ricca decorazione operata attraverso ori e argenti abbacinanti. Si instaura così un dialogo che arricchisce l’una e l’altra parte. Il passato e il futuro, la tradizione e il progresso, attraverso un’analogia per differenza, vengono fusi, dando origine a una nuova estetica perfettamente bilanciata nelle forme e nei colori .
Le silhouettes della collezione sono il risultato della rielaborazione formale di alcuni pezzi iconici di interior design firmati da Cappellini. Di questi ritroviamo riprese formali e stilistiche integrate nelle forme delle spalline come anche nello scollo.
 I tessuti, trame di base su cui costruire la collezione, non presentano particolari lavorazioni e sono composti da fibre comuni che, nella loro semplicità, si configurano come punto di partenza per la creazione di nuove textures.
Il trimming è interamente ispirato dal saper fare tipico della tradizione dell’alto artigianato sacro: incisioni, cesellature, inchiostri che si rincorrono e si incrociano per adornare e comporre reliquiari, ex voto e manoscritti, secondo decorazioni e schemi canonici. Seguendo questo concept, il jersey viene decorato a mano con lettere miniate, alla stregua di un manoscritto; il gabardine è impreziosito da ricami e applicazioni quasi fosse un paramento sacro; l’ecopelle si riempie di illustrazioni astrologiche, espressione di quelle correnti di pensiero sotterraneo dedite alla magia e all’interpretazione della religione in chiave dissacrante.
In questo modo viene operata una decontestualizzazione delle espressioni di alto artigianato medievale: il contesto muta e riposiziona gli elementi, come un mazzo di carte mischiate e servite nuovamente. Scisse dalla loro natura, le allegorie del sacro si giustappongono con forza alla contemporaneità del “qui e ora”, rendendo le lavorazioni moderne ma al contempo fedeli riproduzioni di un mondo perduto.
Date

17 giugno 2017

Category

shooting